Dizionario di psicoanalisi per genitori: capire le parole per offrire il giusto aiuto

A volte è difficile per i genitori orientarsi tra i termini psicoanalitici che descrivono i bisogni, le condizioni psichiche e le emozioni dei bambini così come quelli degli adulti. È invece importante offrire un supporto fondato sulla comprensione, l’accoglimento, la chiarezza, per evitare di aggiungere confusione a situazioni già di per sé disorientanti. Ecco perché ho preparato un breve prontuario di alcuni termini psicoanalitici che descrive con parole semplici i concetti, talvolta molto complessi, che si incontrano sui libri, nel lessico e nei pensieri, nei discorsi e nelle idee originate da Freud in poi.

I termini della psicoanalisi infantile e adolescenziale

La psiche e le emozioni di bambini e adolescenti, così come quelli di ogni persona, sono caratterizzate da un vissuto unico, frutto delle esperienze e della personalità. Tuttavia alcuni termini si rivelano ricorrenti nella psicoanalisi infantile e non solo.

Eccone il significato:

Ambivalenza

L’ambivalenza è la presenza di sentimenti contraddittori vissuti nei confronti di esperienze o persone, una combinazione di sentimenti contrastanti a cui non si riesce a dare sintesi. L’ambivalenza può far provare sentimenti di odio e amore nei confronti della stessa persona o può far avvertire una data esperienza, come ad esempio la gravidanza, con un misto felicità e intensa scontentezza.

Attaccamento

Con questo termine si fa riferimento al legame che una persona stabilisce con le sue figure di accudimento. La relazione di attaccamento può avere forme diverse, alcune di tipo sicuro ed altre di tipo insicuro. Quando il bambino vive un’esperienza continuativa di sicurezza e protezione nella relazione di accudimento si parla di attaccamento di tipo sicuro. Quando invece la relazione di accudimento diventa per il bambino fonte di incertezza e imprevedibilità, oppure fonte di ostilità e rifiuto, o ancora di paura, egli attuerà delle strategie difensive che organizzeranno lo stile di attaccamento insicuro.

Contenimento

Quella di contenimento è la particolare funzione materna che assicura al bambino un regolare sviluppo psichico. L’esperienza è data da una madre in grado di accogliere come un contenitore i contenuti che tipicamente sperimenta il bambino piccolo, quali angosce, paure e sensazioni caotiche. La madre, oppure chi svolga questa funzione, restituisce al bambino il significato delle paure e delle angosce da lui vissute ed in questo modo sostiene nel piccolo la costituzione di un apparato digerente per le emozioni e consente al bambino un’esperienza emotiva di sollievo e sostegno alla crescita.

Difese

Per difese si intendono i meccanismi psichici attraverso cui l’individuo si protegge dall’angoscia e dal dolore mentale. Esse sono necessarie per aiutare gli individui nel processo di adattamento alla realtà; possono tuttavia essere usate in modo eccessivo ed ostacolare i processi di sviluppo. La difesa maniacale, ad esempio, mette al riparo dal provare un senso di dipendenza e bisogno dell’altro attraverso la negazione (di emozioni, sentimenti e contenuti psichici), la svalutazione (non riconoscere l’importanza dell’altro), il trionfo e l’onnipotenza (tentativi di dominare e controllare l’altro).

Integrazione

L’integrazione è il compito evolutivo attraverso il quale il bambino riconosce che gli aspetti buoni e cattivi propri e di un altro appartengono a una stessa persona e non a entità diverse e separate. Diviene cioè consapevole che la mamma buona che lo nutre e lo gratifica è la stessa che gli fa sperimentare una frustrazione o una mancanza. Attraverso l’integrazione il bambino supera la visione di un mondo buono e di un mondo cattivo separati. Inoltre acquisisce la capacità di riconoscere in se stesso sentimenti opposti di amore e di odio e una visione più complessa e veritiera di se stesso, dell’altro e del mondo.

Mentalizzazione

Si definisce così la capacità di tenere a mente la mente propria e altrui, di attribuire agli altri degli stati mentali. Questo rende possibile interpretare, comprendere e prevedere il comportamento altrui e regolare il proprio. La capacità di mentalizzare sostiene lo sviluppo della funzione riflessiva.

Narcisismo

Il narcisismo è il sentimento di amore provato verso se stessi, citato nel mito di Narciso. Si distinguono un narcisismo di tipo sano ed uno di tipo patologico. Il primo lo si può individuare ad uno stadio precoce dello sviluppo, quando il bambino deve prima assumere se stesso come oggetto d’amore per poi poter considerare ed amare altre persone. Il narcisismo dovrà essere stemperato dalla relazione d’amore con la madre, che indurrà nel bambino considerazione e preoccupazione per l’altro. Il narcisismo patologico prevede invece il mancato superamento dell’onnipotenza, l’incapacità a cogliere e rispettare la propria e l’altrui fragilità, l’inattitudine a riconoscere il bisogno dell’altro.

Transfert

Il transfert è la tendenza propria di ogni individuo per cui sentimenti e pensieri vissuti in una relazione significativa, come quella con i propri genitori, vengono trasferiti su una nuova relazione e la influenzano. Il transfert avviene anche nella relazione col terapeuta ed è utilizzato a fini terapeutici. Il paziente attribuisce alla figura del terapeuta caratteri e immagini legati ai genitori o a rapporti molto importanti vissuti in passato. Questa proiezione può essere positiva con connotazioni di stima, affetto, amore per il terapeuta oppure negativa, quando le emozioni messe in gioco sono per lo più quelle di invidia, gelosia e aggressività.

Trauma

Il termine “trauma” deriva dal greco e significa “ferita”. È un’esperienza emotiva imprevedibile la cui intensità rende le proprie capacità mentali e la proprie difese insufficienti a proteggerci. Un evento può essere percepito come traumatico a seconda del momento evolutivo in cui viene vissuto e a seconda delle caratteristiche della persona. Uno stesso evento può quindi essere vissuto come traumatico da alcuni, ma non avere la stessa risonanza emotiva per altri e non essere necessariamente traumatico per tutti. Il trauma può provocare effetti patogeni durevoli nell’organizzazione psichica del soggetto che lo ha subito.

(Fonte bibliografica di riferimento: 100 e 1 bambino, collana di libri per genitori diretta da Emanuela Quagliata, Astrolabio, Roma, 2013-2019).

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