La rabbia dei bambini spesso indica tanta paura e tristezza nascoste sotto la cortina difensiva e immediatamente comunicabile dei comportamenti arrabbiati e aggressivi. L’angoscia della separazione e il timore dell’abbandono possono essere sperimentati dai bambini che vivono con difficoltà l’idea della separazione psicologica dalle figure genitoriali. Questa idea può essere suscitata talvolta dalla nascita di fratelli e sorelle oppure dal mancato riconoscimento di vicinanza e calore, soprattutto in alcuni momenti e passaggi evolutivi. I bambini ne hanno particolare bisogno per affrontare la crescita e pensarsi separati e autonomi dai propri genitori, capaci di farcela, amati per come sono e dotati di valore.
Cosa esprime realmente la rabbia nei bambini
Può accadere che tali temi profondi, privi delle parole per essere comunicati, siano “detti” attraverso la rabbia espressa che si osserva in superficie. Rabbia che spesso spaventa e preoccupa i genitori, i quali non sanno che cosa accade nella mente e nel cuore del bambino. Questa esperienza di difficoltà nella crescita psichica e affettiva può manifestarsi con sintomi emotivi e comportamentali significativi, e se trascurata può condizionare il loro sviluppo emotivo e relazionale. Cosa succede quando i bambini non si sentono capiti nei propri bisogni dai genitori? E come poterli aiutare incoraggiandoli a crescere e promuovendo un buon distacco, al contempo facendoli sentire amati?
Quando fra genitori e bambini manca una “lingua comune”
Quando fra bambini e genitori manca una lingua comune, talvolta è molto difficile per i bambini sentire di essere compresi e riconosciuti nelle proprie difficoltà. Può accadere che i bisogni dei genitori oscurino quelli dei figli e che i bambini, non sentendosi visti, se ne sentano feriti. In questi casi possono esprimere questa sofferenza con rabbia e aggressività rivolte verso se stessi e gli altri.
È quello che è accaduto a una bambina di sei anni, arrivata in consultazione accompagnata dai genitori preoccupati e in difficoltà per i momenti di intensa tensione e di rabbia distruttiva che dimostrava verso di loro. Accadeva soprattutto nei momenti di particolare frustrazione, nei quali la bambina sentiva che i genitori erano “lontani” emotivamente da lei. In casi come questo, il gioco può avere una funzione terapeutica e diventare uno strumento prezioso per aiutare i bambini ad affrontare la paura della separazione e dell’abbandono e le difficoltà legate alla crescita.
L’esperienza della terapia: la storia di una bambina arrabbiata
La bambina tendeva a preferire attività e giochi solitari, ai quali si può giocare senza che l’Altro partecipi. Si sentiva molto insicura rispetto alle proprie abilità, non sentiva di essere capace di amare e di essere amata. Nella relazione con i suoi genitori il gioco e il dialogo scarseggiavano, e “fra loro” c’era anche un fratello, sentito come ingombrante, col quale la bambina sentiva di dover dividere l’attenzione e l’affetto di mamma e papà.

Il potere del gioco terapeutico: strumento di crescita e cura emotiva
Ho incontrato la bambina una volta alla settimana e periodicamente anche i suoi genitori per costruire e pensare insieme un modo nuovo di relazionarsi alla piccola. Abbiamo costruito nuovi mondi di plastica e di carta. Qualche volta abbiamo letto libri che raccontavano le difficoltà della crescita, le storie dei bambini, le sfide difficili che talvolta affrontano, animati da sentimenti a cui mancano ancora le parole e che dunque si trasformano in azioni. Abbiamo giocato con i Lego e pensato insieme alle istruzioni per pensarsi ordinati e costruirsi nuovi, pur con i pezzi di sempre. Attraverso le costruzioni che la bimba creava, abbiamo scoperto insieme che per questa bambina era difficile pensarsi grande e cresciuta e che aveva tanta paura di lasciare la mano sicura della sua mamma.
Il gioco come sostegno al processo di crescita
Insieme abbiamo imparato a pensare e a dare un nome alla rabbia, alla paura e alla tristezza. Abbiamo capito che quando i bambini si arrabbiano e si agitano è perché sono tristi, perché si sentono feriti. Il gioco rende infatti possibile trattare l’angoscia, rivisitare i legami che li tengono uniti agli adulti significativi, affrontare le sfide della crescita e, di conseguenza, l’ansia da separazione dai genitori. Nel sostenere l’illusione del gioco, si rafforza il sentimento d’identità, viene modulata l’irruzione dell’angoscia e avviata un’attività di rappresentazione.
Supporto ai genitori: comprendere e gestire i comportamenti e la rabbia dei bambini
Il gioco e la costruzione ci hanno permesso di modulare, contenere e tollerare i sentimenti aggressivi e ricondurli alla ferita sottostante, affinché potesse essere “curata”. Attraverso la regolazione degli affetti emergenti è stato possibile accompagnare la bambina a sostenere i suoi bisogni ma anche renderli comprensibili ai genitori, avviando nuove modalità di stare nella relazione. È infatti essenziale coinvolgere anche i genitori nel processo terapeutico, affinché possano comprendere meglio le difficoltà dei bambini e adottare modalità di interazione che li aiutino a sentirsi compresi e a comprendersi reciprocamente.
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