Il narcisismo è un tratto psicologico della personalità che entro certi limiti è funzionale al corretto sviluppo dell’autostima. Ma quando si può parlare di narcisismo patologico? E come si riconosce il disturbo narcisistico di personalità?
Il mito di Narciso: come nasce il termine narcisismo
Il termine narcisismo prende il nome da Narciso, il personaggio della mitologia greca creato da Ovidio nelle Metamorfosi. Il racconto narra di un giovane di rara bellezza e di straordinaria vanità, così preso da sé da rifuggire il mondo e l’amore degli altri. Di Narciso si innamora perdutamente la ninfa Eco la quale viene però sdegnosamente respinta e in preda al dolore e alla vergogna per il rifiuto subito vaga per valli e caverne fino a quando il suo corpo si consuma e di lei non resta che la voce. La dea Nemesi, per punire la superbia del giovane, lo condanna ad un amore impossibile: quello per la propria immagine che Narciso vede, per la prima volta, riflessa nell’acqua di uno stagno. Ma nel disperato tentativo di raggiungere e congiungersi con questa immagine Narciso annega e al suo posto nasce il fiore che prende il suo nome. Il mito di Narciso ha conosciuto ampia risonanza in molti ambiti letterari e artistici. Con la psicoanalisi il narcisismo è divenuto elemento costitutivo e originario della soggettività umana.
Che cosa significa narcisismo in psicologia?
Da Freud in poi, gli studi psicoanalitici sulla personalità narcisistica hanno approfondito le sue possibili evoluzioni in senso sano e patologico. Nel vocabolario della psicologia narcisismo indica il sentimento di amore provato verso se stessi, citato nel mito di Narciso. Si distinguono un narcisismo di tipo sano ed un narcisismo patologico:
Narcisismo sano: l’amore di sé
Il narcisismo sano si può individuare ad uno stadio precoce dello sviluppo, quando il bambino deve prima assumere se stesso come oggetto d’amore per poi poter considerare ed amare altre persone. Il narcisismo dovrà essere stemperato dalla relazione d’amore con la madre, che indurrà nel bambino considerazione e preoccupazione per l’altro. Ogni persona ha bisogno di sentirsi riconosciuta e amata nella sua unicità. Ciò che può variare è il valore che si attribuisce allo “sguardo” dell’altro. Il narcisismo sano è dato dalla capacità di un individuo di mantenere un sufficiente “equilibrio oscillatorio” tra investimenti libidici e affettivi che riguardano Sé (l’amore per se stessi) e gli altri. Esso descrive cioè la capacità di regolare l’autostima sapendo riconoscere al contempo i propri limiti, il proprio valore e le proprie ambizioni. Il narcisismo sano è una soddisfazione di sé equilibrata e non autocelebrativa. Consiste nella capacità di godere dei propri successi e di quelli altrui, sentire e saper provare la gratitudine, non invidiare o vergognarsi troppo e in modo intenso, non usare gli altri come pubblico della propria unicità o come termometro del valore di sé.
Narcisismo patologico: onnipotenza e fragilità
Il narcisismo patologico descrive invece il mancato superamento del sentimento di onnipotenza, l’incapacità a cogliere e rispettare la propria e l’altrui fragilità. Nel narcisismo patologico la tendenza a soddisfare i propri bisogni è a discapito del riconoscimento e della comprensione del bisogno dell’altro. Le personalità narcisistiche possono differire tra loro. La letteratura clinica e la ricerca empirica sono concordi nel riconoscere un narcisismo dell’arroganza, con caratteristiche esibizionistiche e aggressive e un narcisismo della fragilità, con caratteristiche di vergogna, ricerca di approvazione e vulnerabilità alla critica. Spesso queste due tipologie di narcisismo abitano la stessa persona ed entrambe rappresentano un fallimento nella regolazione dell’autostima. Il “narcisismo maligno” implica anche aspetti antisociali, paranoidi e sadici, insieme alla completa mancanza di empatia fino ad arrivare alla franca psicopatia.

Quali sono le cause del narcisismo patologico?
Il mancato riconoscimento dei propri bisogni, la fatica di porre dei limiti e di delineare confini al desiderio onnipotente infantile, o ricorrenti esperienze di mortificazione nelle fasi più precoci dello sviluppo possono incidere in modo determinante sul narcisismo della persona. In questi casi i bambini possono sentirsi non degni di valore e non amati, inconsistenti, sviluppando un senso di inferiorità e la convinzione di non essere all’altezza. Tali vissuti si ritrovano nelle derive patologiche nel narcisismo.
Il disturbo narcisistico della personalità nelle relazioni affettive
Il mito di Narciso suggerisce l’impossibilità di amare e di ricevere amore e indica, implicitamente, come cruciale il tema della difficoltà nelle relazioni affettive. La vicenda è soprattutto una vicenda di relazioni impossibili o mancate. che si possono esprimere come derivati di ferite infantili. Queste ferite si sviluppano in età adulta in una noncurante autosufficienza o la soddisfazione di non aver bisogno dell’altro, fino al piacere di esercitare potere sulle altre persone. L’altro è così trasformato in oggetto e privato di umanità, dei propri bisogni e desideri, sentimenti e pensieri.
Sentimenti e comportamento nel narcisismo patologico
Nei vissuti antichi e profondi delle persone con personalità narcisistica abitano la vergogna, l’ansia, la paura, la rabbia reattiva e l’odio, la mancanza di empatia e l’incapacità di riconoscere o di identificarsi con i sentimenti e le necessità altrui. C’è un’impossibilità di entrare in intimità con l’altro e di instaurare reali relazioni profonde basate sulla fiducia e sull’amore. I comportamenti e gli atteggiamenti arroganti e presuntuosi nei confronti dell’altro diventano allora una cortina difensiva che protegge un Sé molto fragile. La vulnerabilità dell’autostima rende le persone affette da disturbo narcisistico della personalità molto sensibili alle ferite dovute alle critiche o alla frustrazione e, talvolta, dolorosamente note sulle pagine dei quotidiani.
Come aiutare una persona con disturbo di personalità
Intervenire per aiutare una persona con un disturbo narcisistico di personalità significa offrire un’opportunità di crescita e miglioramento della qualità della vita. Il supporto terapeutico rappresenta uno strumento fondamentale per comprendere le radici del disturbo, lavorare sulle dinamiche relazionali disfunzionali e sviluppare una maggiore consapevolezza di sé e degli altri. Attraverso un percorso terapeutico mirato, è possibile favorire un cambiamento profondo, migliorando l’autostima, la capacità di gestire le emozioni e il benessere complessivo della persona. Il supporto psicologico non solo aiuta chi ne soffre, ma contribuisce anche a costruire relazioni più sane e autentiche con le persone.
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