Psicoterapia per attaccamento infantile

Da cosa nasce l’attaccamento infantile

La teoria dell’attaccamento infantile è stata sviluppata da John Bowlby, antropologo e psicoanalista inglese nel 1982. In particolare, la teoria è nata a seguito di osservazioni sistematiche di primati in ambiente naturale, di bambini in orfanotrofio e di interazioni madre-bambino in ambito clinico. L’obiettivo dell’autore nel formulare la teoria dell’attaccamento era di definire un nuovo approccio alla psichiatria dello sviluppo, che sottolineasse il ruolo della vita reale, e in particolare delle esperienze infantili con il genitore, nel contribuire alla condizione di salute/malattia.

Che cosa si intende per teoria dell’attaccamento?

La teoria di Bowlby sostiene che il sistema di attaccamento viene attivato quando un individuo è esposto a eventi terrificanti o traumatici con vissuti di dolore, paura e umiliazione. Tali eventi motivano naturalmente gli esseri umani a ricercare la vicinanza protettiva di una figura di attaccamento dalla “culla alla tomba”. Bowlby descrive il comportamento di attaccamento come “quella forma di comportamento che si manifesta in una persona che consegue o mantiene una prossimità nei confronti di un’altra persona, chiaramente identificata, ritenuta in grado di affrontare il mondo in modo adeguato” (Bowlby, 1988). È attraverso questo comportamento di attaccamento che si forma il primo legame di attaccamento alla madre.

Qual è la funzione dell’attaccamento nell’infanzia?

Secondo l’autore la funzione biologica del comportamento di attaccamento è assicurare accudimento e protezione al piccolo. Il periodo relativamente lungo di dipendenza infantile, insieme alla mancanza negli esseri umani di schemi di azione fissi e predeterminati, fornisce alla nostra specie le capacità di flessibilità e apprendimento, che ci assicura una grande adattabilità a un’ampia gamma di ambienti. Tuttavia, un lungo periodo di immaturità ci rende anche estremamente vulnerabili e bisognosi di protezione. In quest’ottica, il comportamento di attaccamento è un sistema finalizzato ad assicurarci la vicinanza con chi ci accudisce, ed in quest’ultimo si sviluppa una forma di attaccamento complementare. Esso ha dunque una funzione protettiva che si esercita attraverso la ricerca attiva di vicinanza a un membro familiare del gruppo sociale.

Psicoterapeuta attaccamento infantile

Quali sono i quattro stili di attaccamento?

Ogni persona sviluppa, a partire dalla prima infanzia, uno stile individuale di richiesta di cura e conforto. Questo varia in funzione delle diverse risposte fornite al bambino da chi abitualmente lo accudisce, madre, padre o altra persona (caregiver). A partire dalla teoria formulata da Bowlby sono state condotte osservazioni delle interazioni madre-bambino in ambiente naturale che hanno portato alla costruzione di quattro stili di attaccamento. Le quattro categorie definite sono: Sicuro, Insicuro-Evitante, Insicuro-Ambivalente, Disorganizzato. I differenti modelli di attaccamento si configurano infatti come specifici stili di regolazione che il bambino sviluppa in relazione alla disponibilità emotiva dimostrata dai caregivers. In particolare si distinguono:

  • Attaccamento Sicuro: la figura di attaccamento è sensibile ai bisogni del bambino e disponibile a offrire cura e protezione, perciò il bambino si sente sicuro e protetto.
  • Attaccamento Insicuro-evitante: la figura di attaccamento respinge il bambino, che si sente rifiutato e non sente di poter contare sulla sua protezione.
  • Attaccamento Insicuro-ambivalente: la figura di attaccamento è disponibile sono in alcune occasioni mentre in altre è distaccata o rifiutante, così il bambino è incerto sulla protezione che può ricevere.
  • Attaccamento Disorganizzato: la figura di attaccamento è scostante o minacciosa e il bambino si mostra disorientato e disorganizzato.

Quali sono le ripercussioni dell’attaccamento infantile?

Lo stile di attaccamento sviluppato da un bambino influisce in modo decisivo anche sulla sua vita adulta. Nella tarda infanzia, i comportamenti di attaccamento del bambino si organizzano sempre di più a livello rappresentativo oltre che comportamentale. Secondo Bowlby il bambino sviluppa rappresentazioni complementari del Sé e della figura di attaccamento, definiti “modelli operativi interni”. Questi modelli riflettono la percezione da parte del bambino e la sua fiducia di essere degno di accettazione, cure e protezione da parte della figura di attaccamento disponibile ad offrirle. I modelli operativi interni, a loro volta strutturano i processi di valutazione, i pensieri, i ricordi e i sentimenti del bambino nei confronti della figura di attaccamento. Inoltre orientano il futuro comportamento del bambino anche nelle sue relazioni future.

Come si comporta un bambino con attaccamento insicuro?

A fronte di condizioni educative in cui il bambino si sente degno d’amore e protezione i modelli rappresentativi del Sé e della figura di attaccamento sono ragionevolmente coerenti fra loro. Questo accade se i bisogni del bambino trovano espressione in rappresentazioni della figura di attaccamento come soggetto desideroso di offrire cura e capace di farlo. Al contrario, in condizioni in cui il bambino si sente “non voluto e non degno di amore” i modelli rappresentativi riflettono un gioco complesso di rappresentazione multiple del Sé e dell’oggetto, come incompatibili e difficilmente integrabili. In questo caso il bambino sviluppa rappresentazioni della figura di attaccamento come rifiutante o non in grado di occuparsi di lui. Questo stato di cose deriva dal tentativo del bambino di evitare valutazioni negative del Sé e dell’oggetto dell’attaccamento, che possano essere fonte di dolore emozionale.

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