L’educazione sessuale e affettiva nei bambini e negli adolescenti

L’educazione affettiva e sessuale è un processo che si snoda lungo tutto il corso della vita. Nello specifico, abbraccia l’acquisizione di conoscenze, lo sviluppo di attitudini, credenze e valori rispetto alle relazioni sociali e personali e all’identità sessuale. La sessualità è una parte integrante della personalità umana, in cui le dimensioni biologica, culturale, psicologica e relazionale si incontrano in un delicato equilibrio in continuo mutamento. Un’educazione all’affettività e alla sessualità è un’educazione alla vita di relazione e rappresenta un elemento imprescindibile dello sviluppo umano.

Quando iniziare l’educazione alla sessualità?

È importante che l’educazione sessuale e affettiva non sia limitata ad una fase circoscritta dello sviluppo psicosessuale della persona. Al contrario, è necessario che abbia inizio sin dall’infanzia, in modo continuativo ed appropriato all’età e al livello di sviluppo. Attraverso l’educazione alla sessualità vengono infatti forniti strumenti adeguati in grado di aiutare la persona nella crescita e nell’evoluzione della propria affettività e sessualità

Quando iniziano le prime pulsioni sessuali?

La sessualità è una dimensione naturale, che appartiene ad ogni essere umano e che si arricchisce di significati relazionali, emotivi e affettivi. Non è una caratteristica della persona che compare già definita ma, al contrario, è soggetta a maturazione, a graduali cambiamenti, in un processo lungo, complesso e articolato. Questo processo si snoda lungo tutta la vita e coinvolge molte componenti organiche, psichiche, relazionali e sociali. 

Gli adulti spesso tendono a identificarla soltanto nella dimensione genitale e attribuiscono al piacere sessuale un significato esclusivamente in termini orgasmici. I bambini hanno con la dimensione più naturale e semplice della sessualità un rapporto spontaneo e diretto. Fino a tre anni, ad esempio, non sono minimamente turbati dalla nudità che osservano in casa e per loro l’attività di auto-esplorazione del proprio corpo assolve al fondamentale compito di autoconoscenza

La scoperta della sessualità come strumento di conoscenza

A tre anni i bambini mettono in atto molti comportamenti sessuali con finalità di diversa natura: esplorativa, imitativa o reattiva. Tali comportamenti possono spaziare dall’esplorazione curiosa dei propri e altrui genitali fino al gioco del dottore. Esiste infatti un fondamentale obiettivo sotteso alle attività agite e fantasticate da un bambino intorno alla dimensione della sessualità. 

Queste azioni e fantasie comportano il suo voler diventare grande e trovare risposte, conoscersi meglio e conoscere meglio il mondo che lo circonda. La curiosità è infatti uno strumento naturale e fisiologico che aiuta i bambini a proiettarsi in avanti, a guardare al futuro e al mondo, per conoscerne le variabili e gli elementi che lo contraddistinguono. 

I tabù dei grandi nell’educazione sessuale e affettiva

Per comprendere le questioni relative alla sessualità, i bambini devono poter sperimentare, fare domande, osservare, esplorare e trovare adulti che sappiano fornire risposte. Gli adulti hanno il compito di orientare il percorso di conoscenza e crescita del bambino, e trovare insieme una giusta direzione. Quando la naturale curiosità del bambino incontra adulti che si sentono a disagio rispetto al tema della sessualità, le ansie dei grandi rischiano di mandare in stallo il bambino. L’atteggiamento di chiusura dei grandi relega il bambino in uno stato di isolamento in cui lo si costringe a doversi arrangiare da solo, a trovare risposte senza sentirsi in diritto di fare delle domande che invece sorgono in lui spontanee. 

Il ruolo degli adulti nell’educazione alla sessualità

Per comprendere la sessualità i bambini hanno bisogno degli adulti ed occorre sempre tenere a mente che dietro le loro domande si nascondono il desiderio e il bisogno di dare un senso al sesso. Gli adulti devono sostenere i bambini nell’acquisizione di un’idea sana e vitale della sessualità. Nel dialogo sui temi della sessualità con i bambini sono importanti la chiarezza, la capacità di rispondere alle domande che propongono e quella di ammettere la propria confusione o incapacità di fornire una risposta. È altrettanto importante la condivisione di uno spazio sufficientemente adatto e intimo per poter parlare insieme di un argomento tanto delicato. 

L’adulto deve sviluppare la capacità di ascoltare e di intercettare anche le cose “non dette”, nascoste dietro la domanda diretta del bambino. Riconoscere la natura emotiva dei dubbi e delle paure dei bambini permette di comprendere l’urgenza con cui il bambino si attende una risposta dai grandi. 

L’importanza di un approccio “sessualmente positivo”

Quando si parla di un approccio “sessualmente positivo” si intende un atteggiamento che permetta di superare la visione di problematicità e rischio che da sempre accompagnano l’educazione sessuale. In questo approccio, la sessualità è compresa e letta nella sua dimensione del piacere e della scoperta. L’educazione alla sessualità si apre allora a temi quali il consenso e l’educazione al consenso, la sicurezza, l’inclusività e la reciprocità, la lotta ad ogni tipologia di offesa, l’abbattimento dei tabù. Riguarda inoltre la capacità di comprendere il proprio corpo e di sentirsi a proprio agio con esso, il riconoscere senza giudizio ma con curiosità e rispetto la molteplicità di espressioni della sessualità umana.

In cosa consiste l’educazione sessuale per i bambini e i ragazzi?

Durante l’infanzia e fino alla pubertà l’educazione sessuale dovrebbe trasmettere informazioni sull’igiene del corpo e sui cambiamenti del corpo, le mestruazioni e l’eiaculazione. Dovrebbe affrontare le differenze (biologiche) tra uomini e donne (interne ed esteriori) e utilizzare il lessico corretto per indicare le diverse parti del corpo e le loro funzioni. 

L’educazione alla sessualità deve anche permettere ai bambini e ai ragazzi di apprezzare i cambiamenti del proprio corpo, di esaminarlo e prendersene cura. È quindi importante aiutarli ad acquisire consapevolezza e accettazione dei cambiamenti puberali e delle differenze nei corpi, insegnando che le dimensioni e forma del pene, del seno e della vulva possono variare considerevolmente e che i modelli di bellezza variano nel tempo e tra le culture. In questo modo l’educazione sessuale e affettiva aiuta a costruire un’immagine del corpo e di sé buona e positiva.

Quali sono gli obiettivi dell’educazione sessuale e affettiva?

Gli standards per l’educazione alla sessualità in Europa condivisi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (2010) indicano una serie di obiettivi specifici. Tra questi: 

  • Contribuire a creare un clima sociale di tolleranza, apertura e rispetto verso la sessualità, gli stili di vita, gli atteggiamenti e i valori differenti; 
  • Rispettare la diversità sessuale e le differenze di genere; 
  • Poter compiere scelte informate e consapevoli ed agire in modo responsabile e rispettoso verso sé e l’altro; 
  • Avere consapevolezza e conoscenza del corpo umano, del suo sviluppo e delle sue funzioni; Imparare a esprimere sentimenti e bisogni
  • Avere le competenze necessarie per gestire tutti gli aspetti della sessualità e delle relazioni; 
  • Riflettere sulla sessualità e sulle diverse norme e valori con riguardo ai diritti umani al fine di maturare la propria opinione in maniera critica; 
  • Essere in grado di instaurare relazioni paritarie in cui vi siano comprensione reciproca e rispetto per i bisogni e i confini reciproci; 
  • Essere in grado di comunicare rispetto a sessualità, emozioni e relazioni, avendo a disposizione un linguaggio adatto
  • Possedere informazioni sull’esistenza e le modalità di accesso ai servizi di consulenza e ai servizi sanitari, come ad esempio il Consultorio territoriale.

L’educazione sessuale e affettiva ha dunque come fine quello di sviluppare e sostenere l’abilità dei bambini e delle bambine e dei giovani ad intraprendere scelte consapevoli, soddisfacenti, salutari e rispettose. Sia in merito alle relazioni, che alla sessualità e alla salute emotiva e fisica. L’educazione sessuale e affettiva deve quindi essere intesa come parte integrante della salute e dei diritti di tutti i bambini, giovani e adulti.

Bibliografia di riferimento:

Pellai, Mamma e papà, cos’è l’amore? L’amore e la sessualità spiegata ai nostri figli, FrancoAngeli, 2007

WHO Regional Office for Europe and BZgA. Standards for Sexuality Education in Europe: A Framework for Policy Makers, Educational and Health Authorities and Specialists. Cologne: BZgA; 2010 https://www.bzga-whocc.de/en/publications/standards-for-sexuality-education/

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