Nelle persone che soffrono di disagi alimentari quali l’obesità, il sovrappeso e l’iper-alimentazione, il corpo esprime un malessere profondo che ha importanti ricadute sul benessere fisico e psichico. L’obesità e il sovrappeso si caratterizzano per l’alterato e disfunzionale rapporto con il cibo, il peso e l’aspetto del corpo. Queste patologie rappresentano significativi problemi di salute pubblica con importanti ricadute sociali e sulla qualità della vita delle persone che ne soffrono. Vediamo come si definiscono i disturbi alimentari e da che cosa sono scatenati.
Quando si parla di disturbi alimentari?
Obesità e sovrappeso si definiscono attraverso l’Indice di Massa Corporea (Body Mass Index, BMI). Convenzionalmente, si indica una condizione di obesità se il valore di BMI è superiore a 30 e una condizione di sovrappeso se l’indice è uguale o superiore a 25. A tali condizioni si associano frequentemente ad altre comorbidità mediche che rappresentano fattori di rischio per la vita e per la salute psicofisica della persona. Tra le comorbidità frequentemente correlate ci sono un’alterazione della glicemia, l’ipertensione arteriosa, la dislipidemia e la sindrome da apnee ostruttive nel sonno. Le fragilità psicologiche e psicopatologiche associate includono frequentemente disturbi del Sé, dell’immagine corporea, della dipendenza, della regolazione emozionale, del controllo degli impulsi, delle relazioni interpersonali, gli stati ansiosi e depressivi.
Le tipologie più comuni di disordini del comportamento alimentare sul versante dell’eccesso comprendono il Binge Eating Disorder (disturbo dell’alimentazione incontrollata) l’obesità, il sovrappeso, e la Night Eating Syndrome (tendenza alle abbuffate notturne).
L’aumento dei disturbi alimentari nella società occidentale
Il rapporto disfunzionale con il cibo è molto più articolato e complesso rispetto alle definizioni nosografiche. Ogni corpo che soffre porta con sé una storia unica e personale che ha dignità di essere ascoltata e compresa per poter essere curata. L’iper-alimentazione e l’obesità sono in grande aumento nel mondo occidentale ed hanno un’insorgenza sempre più precoce. Compaiono sempre più frequentemente nell’infanzia, ma possono insorgere anche in adolescenza e manifestarsi nella vita adulta. Rappresentano condizioni invalidanti e di lunga durata, caratterizzate da alterazioni qualitative e quantitative dell’alimentazione e della nutrizione. A loro volta queste possono comportare altre alterazioni somatiche, rischiose per la vita e le condizioni di salute generale. Nell’immaginario comune la persona obesa viene frequentemente associata ad un soggetto che manca di volontà, che non si prende cura di sé e non si occupa della propria salute psicofisica e della propria immagine. Si tratta però di espressioni che banalizzano e squalificano una condizione psichica e fisica molto complessa e articolata.
Quali sono le cause dei disturbi alimentari?
Il disagio alimentare spesso rappresenta l’espressione di un malessere profondo, e spesso inconsapevole, che ha trovato nel cibo la propria modalità espressiva psicofisica. L’obesità e il sovrappeso esordiscono sempre più frequentemente nell’infanzia, col rischio che si mantengano e perdurino nell’adolescenza e nell’età adulta. In adolescenza l’eccedenza nel peso può spingere la persona ad isolarsi, ad evitare ogni forma di contatto sociale quale modalità difensiva da critiche e confronti con l’Altro. Particolari eventi, spesso a carattere traumatico, possono accompagnare l’insorgenza nell’età adulta di un’obesità reattiva. Per esempio, lutti, cambiamenti di vita temuti o non desiderati e altri avvenimenti significativi che la persona non riesce ad affrontare possono sconvolgere l’equilibrio psichico avuto fino a quel momento della vita. Dietro l’iper-alimentazione si condensano sofferenze profonde, che investono la sfera psicologica.
Talvolta il cibo può rappresentare una difesa contro l’angoscia, come compensazione a frustrazioni sentite come non tollerabili. L’iperalimentazione assume un ruolo di difesa, seppur fallace, che tenta di allontanare i conflitti profondi che la persona sente dentro. L’obesità può essere un mezzo per gestire ambivalenze e conflitti interni che rimangono nascosti sotto la corazza del peso, oppure come modalità difensiva per evitare l’identificazione sessuale. Nell’obesità che insorge in età evolutiva, in cui il comportamento alimentare è associato a profonde difficoltà di sviluppo della personalità che spesso possono evolvere verso forme più gravi di patologie. L’iper-alimentazione può rappresentare una modalità difensiva bloccando conflitti profondi fungendo da mezzo di protezione, come mezzo per sedare angosce sentite come non contenibili.

Il complesso vissuto dietro ai disturbi del comportamento alimentare
Questi disagi che si esprimono nel e attraverso il corpo hanno significative ricadute sull’autonomia personale, sul benessere e sulla qualità di vita. Ogni persona è unica, così come le motivazioni che innescano la comparsa di un disturbo dell’alimentazione. Alla base dei disturbi alimentari vi è una condizione di sofferenza psichica profonda, quale esito di un complesso intreccio di problematiche evolutive individuali, di dinamiche affettive familiari e di valori sociali, che interessano tanto il corpo quanto la mente. I fattori psicologici e relazionali che possono influenzare la condotta alimentare sono molteplici. Per esempio, la tendenza alla passività, profondi sentimenti di vergogna, bassa autostima, paura dell’intimità e dei legami, disagio nel vivere l’emotività, intensi vissuti di colpa, inadeguatezza e profondo disvalore, sensazione di solitudine e diversità.
Come superare un disturbo alimentare
Un disturbo alimentare deriva dall’intreccio di fattori diversi che comprendono componenti sociali, familiari, psichiche e culturali. Per questo ogni caso deve essere valutato come a sé stante, in base alla storia della persona, alla propria condizione di salute fisica, endocrina, metabolica e nutrizionale, e al proprio vissuto affettivo ed emozionale legato a questa. La disponibilità di informazioni errate e approssimative in rete, dalle diete fai-da-te all’influenza di modelli sociali stereotipati incentrati sulla velocità e sui risultati, piuttosto chè sul processo trasformativo, rappresentano fattori spesso fonti di profonda frustrazione. Ecco perché una consulenza psicologica professionale è essenziale per affrontare un disturbo alimentare con un approccio profondo e realmente efficace.
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